ALCUNE RIFLESSIONI
E’ riconosciuto che oggi abbiamo una democrazia malata ed uno dei sintomi più gravi è il continuo calo dei partecipanti alle votazioni.
Peccato perché in un quadro di rinati entusiasmi e speranze per il centro-sinistra, confermato dalle ultime vittorie elettorali, ciò che tende a raffreddare tutto è il comportamento furbesco di molti uomini di partito sia nazionali che locali; il tutto con poche sporadiche eccezioni.
i Partiti:
la Costituzione Italiana individua nei Partiti gli strumenti per esercitare la democrazia;
per molti anni è stato così poi i partiti si sono organizzati progressivamente in strutture oligarchiche tendenzialmente chiuse, in diversi casi in mano a persone spregiudicate che hanno fatto della politica la loro professione traendone non solo onori ma soprattutto sostanziose risorse economiche;
la politica ha permeato tutti gli aspetti della società italiana e molti di coloro che si dedicano alla politica nei partiti e nel sottobosco collegato sono diventati professionisti potenti come in un’azienda. . Ma lo stato democratico non è, né deve essere un’azienda;
ha portato anche alla nascita di una “corporazione trasversale ” di politici di professione che è molto attenta ai propri interessi e non vuole perderli accettando solamente il naturale ricambio dei soggetti (E NON SEMPRE) ma non la perdita di pezzi di quel potere che, oltre agli onori, permette loro di vivere più che bene.
ecco che nasce l’insofferenza da parte dei partiti, a vedere emergere nella società civile una pulsione a riappropriarsi della partecipazione politica alle scelte degli uomini e dei programmi. Per molti addetti ai lavori ciò diventa anche un problema di sopravvivenza economica;
in tutte le circostanze si dicono d’accordo nel coinvolgere attivamente i movimenti e le associazioni ma quando è il momento di agire concretamente in questo senso diventano introvabili;
la scelta dei candidati è quella più tipica nella quale il Partito esercita il “diritto di scelta”, che avviene sempre nelle segrete stanze con contrattazioni spesso indecenti;
I partiti non si preoccupano del calo della partecipazione, in quanto essi vogliono solo quella del “consenso” e sono consci che quelli che comunque votano, anche se sono pochi non hanno altra scelta che votare per loro.
gli Elettori:
la disaffezione al voto dei cittadini può essere dovuto a:
Motivazione ricorrente “ Non vado a votare tanto sono tutti uguali!”
Visione qualunquistica ed egoistica dell’organizzazione tanto in ogni caso attraverso azioni di clientelismo o pressione economica al politico di turno si ottiene facilmente quello di cui si ha bisogno.
Disinteresse generale ai problemi del collettivo votando solo come voto di scambio.
Convincimento che la “politica è una cosa sporca”.
Scarsa attenzione all’esercizio attivo della Democrazia. per impreparazione culturale.
Disillusione: una volta ottenuta la delega, i politici non si occupano più degli elettori: “adesso lasciateci lavorare”.
L’accavallarsi caotico e frazionato dei momenti elettorali, ognuno con regole diverse: che fanno ancor più arrabbiare la gente immersa nei propri gravi problemi del quotidiano.
IL COMPITO E’ MOLTO ARDUO. PER COSTRUIRE QUESTO SOGGETTO E GESTIRLO VANNO POSTE SALDE BASI.
la lista civica dovrà concretizzarsi sulla base di un lavoro limitato ma puntuale di contenuti e progetti, identificati come prioritari rispetto alle collocazioni politiche.
Si dovrà realizzare una solida rete di punti (paletti) composta di:
diritti sociali,
trasparenza ed equità nella vita amministrativa
pace e sicurezza come presupposto inalienabile per la crescita nella convivenza,
regole per esercitare una democrazia deliberativa, caratterizzata da scelte che salgano dal basso, attraverso un diffuso coinvolgimento orizzontale,
riconoscimento e rispetto delle differenze culturali,
solidarietà e legalità,
equa fruibilità dei beni comuni (acqua, aria, suolo), sviluppo equilibrato
valorizzazione delle competenze interne, la trasparenza delle assunzioni, il grado di soddisfazione degli utenti, e il non utilizzo di contratti atipici e precari,
attenzione alle culture giovanili e all'autogestione, allo sviluppo delle nuove forme espressive dei giovani,
turismo sostenibile
manutenzione del territorio
Ci sarà bisogno di istituire tavoli permanenti di lavoro che innervino il territorio di processi decisionali di tipo deliberativo (creare davvero tanti spazi di discussione sui temi che contano nella